Oggi è un giorno decisivo (più di quanto possa sembrare all'apparenza) per le sorti della politica italiana: la Corte costituzionale, infatti, si riunisce per decidere se ammettere il referendum sulla legge elettorale e chiamare così gli italiani a votare per abrogare il cosiddetto "Porcellum" partorito da Calderoli. In tal caso, la questione del sistema con cui gli italiani scelgono i loro rappresentanti, e di riflesso il sistema istituzionale del paese, tornerebbero al centro della discussione, obbligando i partiti politici a prendere posizione. E proprio per questo, non possiamo che "pregare" laicamente che la Santa Consulta faccia il miracolo.
Tale sarebbe, infatti, l'abolizione (anche solo "minacciata" da una consultazione popolare) di una legge elettorale mostruosa, che è riuscita nell'intento di recidere il rapporto tra eletti ed elettori, portando alle stelle la disaffezione degli italiani verso la politica e garantendo al tempo stesso alti tassi di ingovernabilità (come dimostrato dagli esecutivi di Prodi e di Berlusconi). Un disastro totale, che - davanti alla pigrizia "interessata" dei partiti politici - potrà essere sanato solo dalla volontà popolare.
Ma la sentenza della Consulta non è scontata: i 15 giudici sarebbero di opinioni diverse. E secondo alcuni esperti la richiesta referendaria potrebbe essere rigettata perché determinerebbe un inammissibile vuoto normativo. La Consulta potrebbe anche dire no al referendum, ma insieme sollevare la questione della incostituzionalità della legge Calderoli, costringendo il Parlamento a intervenire. Per ora, noi preghiamo per il miracolo dello "scioglimento" del Porcellum...