SE LA LIBIA DICHIARA GUERRA A SE STESSA E AI SUOI TESORI

«Come fornir una città di nuovi ornamenti è pensamento da uomini assennati e istruiti del viver civile, così distruggere gli ornamenti che vi sono è cosa da stolti che non si vergognano di lasciare al tempo avvenire un tal documento d’esser loro; e Roma fra tutte le città quante ve n’ha sotto il sole è riconosciuta la più grande e la più magnifica; ond’è che l’inveire contro di questa dovrà parere grande ingiuria agli uomini di ogni tempo, poiché così ai trapassati verrebbe a togliersi il ricordo della loro virtù, alle generazioni a venire lo spettacolo dell’opera loro. Stando così le cose, tu devi riflettere che uno dei due casi dovrà necessariamente avvenire: può darsi che tu in questa impresa sia vinto dall’imperatore. E può anche darsi che tu lo vinca. Nel caso tu sia il vincitore, se tu distruggi Roma, non la città di un altro avrai tu rovinato, ma la città tua; conservandola invece, sarai ricco del più bello fra tutti i possedimenti». Fine del Ramadan: Sallusti, Belpietro e la maledizione della Mezzaluna Ogni anno in Argentina viene celebrata la festa delle comunità. In questo modo il paese ricorda la sua storia, la polpa eterogenea della sua società, in parte nata sulle scalette di discesa dai barconi. È un momento di festa, pensato per ricordare che, al di là della provenienza, si è tutti argentini, figli naturali o acquisiti della stessa terra che non si è sottratta a donare ospitalità. E, in ogni occasione, i politici di turno presenziano, parlano, brindano con loro.

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *