Il dato iniziale ci conforta. L'obiettivo finale è ambizioso. Nel primo semestre del 2012 sono 7 i miliardi recuperati dalla lotta all'evasione. Per la fine dell'anno il traguardo è fissato a quota 15 miliardi. In ballo non c'è solo il gettito della lotta ai furbi delle tasse ".che non debbono più passare per saggi". Ci si gioca la credibilità internazionale del nostro Paese. La sensazione è che il vento stia cambiando. Traspare un moderato ottimismo. Al mese di agosto 2011 erano rientrati 6,5 miliardi, il dato annuale si era attestato a 12,7 miliardi di euro. Il percorso intrapreso è quello giusto. Anche se lungo e tortuoso. La dimensione dell'evasione fiscale in Italia è pari al 18% del prodotto interno lordo. Nella graduatoria internazionale guidata dalla Grecia ci attestiamo in seconda posizione. Il valore dell'economia italiana in nero è di 275 miliardi annui (Fonte: Istat). Ogni Italiano evade in media 2.093 euro a testa. Per recuperare il maltolto sono stati intensificati i controlli.
Nell'ultimo anno saranno complessivamente 380mila le verifiche fiscali (130mila riguarderanno professionisti, piccole imprese, autonomi). I controlli fatti con il redditometro arriveranno a 35mila (ulteriori 11mila verifiche verranno innescate dai movimenti sospetti sui conti correnti bancari, costantemente monitorati). Continui, infine, i blitz della Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate che hanno "battuto l'intero territorio" da nord a sud "senza esclusione di colpi". Non solo repressione, però. La ricostruzione dell'incrinato rapporto tra italiani e tasse passerà anche dalla semplificazione del sistema fiscale e dall'attuazione della delega fiscale. Tenere alta l'attenzione riguardo la lotta all'evasione fiscale è socialmente inderogabile. E' dal recupero strutturale derivante dalla lotta all'evasione che si possono materializzare le risorse per ridurre la pressione fiscale.


