Tue09022014

Back BLOG Stefano Schiavi - Socrate A da venì Baffone...

A da venì Baffone...

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Il vero caimano? Indubbiamente il vetero comunista Giuliano Ferrara. Altro che Berlusconi.
Se mai ce ne fosse stato bisogno l’ex comunista sessantottino che partecipava agli scontri di Valle Giulia (e per come al vedo io è una medaglia di cui fregiarsi), dopo aver saltato la barricata o fosso che dir si voglia, getta definitivamente la maschera e, come molti degli adepti di Silvio Santo subito, disvela al mondo la sua vera indole: quella cekista e stalinista sempre pronto a colpire chi non comprende più il suo Cavaliere. E come tale si scaglia contro i fascisti (?) e udite udite, i trotzkisti. E chi sarà ora a cadere sotto i colpi di piccozza? Ma è ovvio, tutti coloro che pensano e provano a far cadere l’adorato Cavaliere. Basta prendersela con i soliti giornalisti vernacoli eri che tutto inventano pur di evocare piazzale Loreto.
Quanta confusione nella testa di Ferrara. Affermare che esiste una liaison tra fascisti vernacoli eri e trotzkisti dell’ultima ora ha un po’ di quel sapore di disinformatzja in cui certi colleghi, che con la destra e il fascismo non hanno mai avuto a che fare, sguazzano ormai da anni. Ben pagati, bene istruiti. Artefici di una stagione giornalistica che non ha nulla a che invidiare a certa stampa scandalistica tipica della “perfida Albione” (visto che si parla di giornalisti e politici fascisti vernacoli eri, l’epiteto ci sta tutto). Silvio il Santo non si tocca. Noi tutti, professionisti e cittadini normalissimi, operai e impiegati, donne timorate di Dio e femministe, fascisti e comunisti, democristiani e socialisti, atei e credenti, siamo tutti una banda di disadattati mentali. Di invidiosi senza ritegno. Berlusconi non ha nulla di cui vergognarsi. Faccia mea culpa per placare gli animi e poi riparta questo “..bestione della vita”. E continui a prendere per i fondelli gli italiani che non arrivano nemmeno più alla seconda settimana del mese con quel magro stipendio (chi lo prende). Continui a raccontarci barzellette (è un mago in questo e gliene do atto). Continui a volare in Russia dal nuovo Zar a fare bisboccia e a imparare meglio quei famosi metodi stalinisti che tanto aborrisce ma che tanto utilizza. Noi che veniamo da lontano, dalla strada, da quella stesa strada di Ferrara, noi che l’odore acre dei lacrimogeni, del fumo delle auto rovesciate e bruciate, noi che abbiamo subito e fatto cariche contro le forze dell’ordine, noi che siamo stati attori dello scontro generazionale, della logica degli opposti estremismi, noi che sappiamo guardare i segnali che la società e la piazza lancia e non facciamo disinformazione; noi che non speriamo in un’altra Piazzale Loreto luogo simbolo di barbarie umana, noi che non agitiamo piccozze contro l’immaginario Trotsky di turno, noi che la rivoluzione permanente non l’abbiamo mai praticata, non prendiamo lezioni di politica e di moralità da nessuno. Tanto meno da chi alla fine tira fuori la sua vera indole: quella stalinista.
Certo io in confronto a Ferrara non sono nessuno, giornalisticamente parlando. Sono un umile professionista che non ha avuto la sua stessa fortuna e non ho avuto un padre importante né sono mai stato un confidente della Cia, come lui stesso dichiarò. Magari posso sembrare invidioso, e vi assicuro che non provo proprio nessuna invidia, anzi. Magari avrò meno esperienza professionale, ne dubito comunque, ma in quanto a politica, quella seria non chiacchierata, quella fatta di carne, sangue, sudore e lacrime, ho la presunzione di saperne un bel po’ più del collega Ferrara. Forse è anche per questo che non ho mai amato e invocato Piazzale Loreto come invece sempre più spesso fa lui accollandola agli altri.
Però lo strano è che ormai la stragrande maggioranza degli italiani, che probabilmente non conosce Freud, e non fa analisi socio-politico-economiche tanto meno psicanalitiche ma guarda il portafoglio e  il frigorifero vuoto, la pensa esattamente come me che non mi sento un fascista vernacoliere. Ah questi italiani ingrati. Ingrati e comunisti che sognano il ritorno, anzi l’arrivo (da noi i cosacchi non si sono mai abbeverati a piazza San Pietro) di Baffone….
Mah. Qui più che Baffone serve un aiuto da Totò con una delle più celebri frasi…. “Ma mi faccia il piacere”, fate voi a chi dirla.



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