Thu07242014

Back BLOG Stefano Schiavi - Socrate Andare oltre: si può e si deve

Andare oltre: si può e si deve

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Andare oltre, era uno slogan che ripetevamo in continuazione tanti e tanti e tanti anni fa. Era anche una corrente interna al Msi. A quei tempi molti di noi vivevano in un recinto, per nulla dorato. Un ghetto direi, e ci aggrappavamo con forza ai nostri ideali. Giusto e sacrosanto. Per quegli ideali molti sono morti tantissimi altri hanno vissuto anni tra le mura di una cella, tanti altri ancora hanno conosciuto l’esilio.
Oggi gli anni sono passati e molta acqua è passata sotto i ponti. Tanti di noi hanno smesso di fare politica attiva, tanti altri hanno abbandonato completamente ogni sentimento “rivoluzionario”. Molti, invece, sono ancora a combattere le proprie battaglie: chi in un partito chi in un altro ma comunque legati indissolubilmente da un filo rosso che nemmeno le Parche potranno mai tagliare.
Avevamo un sogno….Andare oltre. E dobbiamo andare oltre davvero, oltre gli steccati mentali, per guardare al futuro. Perché, la si possa pensare come si vuole, oggi, ancor più di ieri, o si comprende che è giunto il momento di cambiare realmente (mantenendo i propri ideali e convinzioni, come ho sempre fatto e sempre farò, su questo intendo essere chiaro con tutti) nei modi di agire nei metodi nell’apertura mentale che si deve avere proprio come quando, chiusi in un ghetto con le spalle al muro, pur difendendoci con e le unghie e con i denti, non abbiamo mai abbandonato quella voglia e volontà di superare gli schieramenti e le barriere. Quei famosi steccati che ci stava stretti.
Andare oltre, quindi. E’ giunto il momento, e non possiamo guardare tanto per il sottile. Lego della grande affermazione di Marine Le Pen. Certo, intimamente mi fa piacere, non lo nego, ma quando di vero c’è in quel voto? E quanto di protesta? Quanti già oggi sono pronti a togliere il sostegno al Front National? Dobbiamo essere sinceri con noi stessi senza prenderci per l’ennesima volta in giro. Tutti ricordiamo il 32% di Fini a Roma con il Msi…. Cosa rimase di quel voto?
Andare oltre, comprendere che la politica è cambiata; comprendere che la politica come l’abbiamo vissuta ed intesa noi fino ad oggi (o meglio come l’hanno intesa e interpretata gli altri) è finita, morta, sepolta, sotto il peso della vergogna, dell’inefficienza, del malaffare, della sregolatezza. Basta leggere due o tre numeri per comprendere che si deve Andare Oltre, oltre noi stessi, oltre il vecchio concetto di politica e della politica. Se non si capisce questo, se si continuano a fare o ad avere non tanto dubbi, che sono legittimi, quanto “problemi” con questo o quello allora non andremo da nessuna parte. Se non lo capiranno gli attuali leader dei partiti, saranno loro stessi travolti da quell’antipolitica cavalcata da presunti antipolitici alla Beppe Grillo che non vedono l’ora, in realtà, di diventare a loro volta politici e sostituire, in tutto e per tutto, anche negli onori e nelle prebende, chi fino ad oggi ha galleggiato in un mare d’oro.
Andare Oltre perché il nostro “dal popolo, per il popolo, con il popolo” non resti ancora una volta un vuoto slogan. Andare Oltre…. Nel Partito della Nazione? Perché no? Moriremo democristiani dunque? E perché? Perché si deve aver paura di essere etichettati o perché si deve etichettare? Io so quel che sono e sempre sarò. A me hanno insegnato che l’essere rivoluzionario vuol dire anche non avere paura di niente tanto meno di etichette che ormai appartengono al passato. Io so quel che sono e sarò e non ho paura di viaggiare in mare aperto, perché so che quando toccherò terra dovrò costruire la mia casa, con i miei mattoni, con la mia calce, con i miei mobili. Ognuno di noi deve costruire la propria casa, e tutti insieme costruire un villaggio, una comunità, una società, una identità. E solo la paura può far si che tutto ciò non avvenga ma che si sprofondi nel qualunquismo di facciata mentre l’Italia va a fondo. E non cominciamo a dire che è colpa di Monti per favore, perché se qui c’è qualcuno che ha delle colpe questo è il Parlamento eventualmente. Molti, infatti, dimenticano che è il Parlamento che approva quello che vara il Governo e non viceversa….E allora chi è più colpevole? Meditate, ragionate, pensate, riflettete attentamente con voi stessi come ho fatto io che non morirò mai democristiano. Riprendiamoci la storia e, soprattutto, la partecipazione alla politica. Altrimenti rimarremo sempre e solo quelli del NO pronti a sbraitare contro tutto e tutto senza dare però un minimo di sostegno alla rinascita dell’Italia. Altrimenti vinceranno sempre loro, gli egoisti della politica, i miserabili della mazzetta e della bustarella, i dirigenti incapaci e i soliti leccaculo. Figure che abbiamo subito per anni anche per nostra stessa colpa. Ci può essere una nuova alba, basta crederci, basta avere un po’ di coraggio. Ci saranno ancora i Casini, i Fini, i Berlusconi, i Bersani i D’Alema come leader? Non lo so, non ho il dono della veggenza purtroppo. Di certo so una cosa è giunto il tempo di Andare Oltre, senza se e senza ma.



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