Mon12222014

Back BLOG Stefano Schiavi - Socrate Fli? Una questione di “attributi”

Fli? Una questione di “attributi”

alt

Che strano partito, o movimento che dir si voglia, che è Fli. In due anni è riuscito a dilapidare un patrimonio elettorale ed ideale. Roba da chiodi direbbe qualcuno. Da masochisti dico io. E non certo perché l’intuizione di Gianfranco Fini sia stata errata, tutt’alto. Da quel giorno storico del dito puntato, purtroppo, tanta acqua è passata sotto i ponti. Acqua sporca però, che porta con se ancora i germi contaminatori del Msi e di An ma, soprattutto, del Pdl. Qualcuno di certo ben più importante di me disse poco prima di morire che le idee vanno avanti sono gli uomini che cambiano. Il problema di Fli, invece, è l’esatto contrario: le idee, se ci sono, cambiano in continuazione e gli uomini, sempre gli stessi, restano. Restano con il loro carico di correntismo, con il loro poltronismo, con la loro voglia di autorigenerarsi. Così erano fin dai tempi del Fronte della Gioventù e del Msi, così rimasero in An e nel Pdl, così oggi sono ancora in Fli. Sempre la con il loro carico di “distruzione” e autoconservazione, cercando di spacciare il nuovo senza sapere nemmeno cosa sia il nuovo. E così, dopo mesi e mesi di lotte interne (non le chiamo fratricide perché di fratellanza ce n’è ben poca in Fli) ci si attacca di nuovo alle parole di Gianfranco Fini non accorgendosi che un leader come lui è poco interessato alle parole quando queste sono vuote. Ed ecco che si contrappongono le solite barriere pseudo ideologiche su una parola: destra.
Chi esulta sentendosi rinfrancato, chi si abbatte e sbatte la porta perché si sente tradito. Ma che vuol dire destra oggi? Che vuol dire sinistra? Che vuol dire centro, moderati o riformisti in una Italia, in una Europa che cambia velocemente. Così velocemente che tutti, o quasi, fanno fatica a riconoscerne i sommovimenti, primi fra tutti i politici: quelli coi paraocchi.
Destra, sinistra, centro oggi sono dei meri luoghi geografici della politica. Sono dei contenitori privi di contenuti e di ideologia. C’è chi parla e straparla di gettare alle ortiche il passato, ce chi lo esalta, chi inneggi a Grillo e al grillismo non accorgendosi che il suo è la fiera dell’ovvio e dello scontato (del resto è facile parlare con la pancia e alla pancia della gente, ma la demagogia ha sempre le gambe corte). Ognuno pensa di avere la ricetta sotto mano. Beh, è ovvio. Io non penso di avere nessuna ricetta, anzi io so di non sapere com’è nella migliore tradizione socratica.
Una cosa però la so, se Fli continuerà ad essere terreno di scontro tra bande ed opposte fazioni di sconclusionati ed inconcludenti teorie tutte rivolte alla gestione del potere interno, fra pochi mesi sarà spazzato via. Saremo tutti spazzati via. Se si continuerà con la corsa alla garanzia del mantenimento del posto in Parlamento, o negli Enti Locali, o nelle segreterie del partito, la gente, quel popolo che tanti cercano di circuire, ci spazzerà via colpi di ramazza e calci nel culo. E farà bene a farlo. Destra! Che vuol dire destra oggi? Di che destra stiamo parlando? Qualcuno oltre a Fini sa cosa vuol dire e cosa vuole? Io credo di no. Personalmente per me che non mi sono mai definito di destra se non per convenzione o per praticità quotidiana per non stare a disquisire sui termini, l’unica destra che riconosco è quella sociale, quella che viene dal popolo e guarda al popolo e, soprattutto, cerca di risolvere i problemi del popolo. Perché tutti, al di la degli incarichi o del gradino sociale su cui ci si poggia, siamo popolo. Forse sono troppi quelli in Fli a non essersene accorti, ma là fuori dalla finestra, come scrissi molto tempo fa ormai, c’è un mondo che vuole e pretende risposte. Là fuori dalla finestra c’è un’Italia alla quale nessuno di noi ha voluto o saputo dare risposte. Là fuori c’è un’Italia che attende ormai da tempo che qualcuno dei vertici di Fli ci metta la faccia realmente, anche per prendersi gli sputi, come molti di noi hanno fatto alle amministrative per dire “eccoci, ci siamo, non abbiamo paura di sporcarci le mani e nemmeno di sbagliare”. Questione di stile e di scuola politica lo capisco. Noi che veniamo dalla strada e dalla militanza certe paure non le abbiamo, non le abbiamo mai avute. E allora ben vengano i famosi 5 punti, anche se avrei preferito che a tirare fuori il coniglio dal cilindro fossero stati coloro che si ergono a dirigenti e non sempre e solo il leader. Ben vengano le Assemblee nazionali (di cooptati e che non hanno sostituito nemmeno i molti che hanno abbandonato Fli), ben vengano la chiamata alle armi della carica dei mille (molto garibaldino come concetto) della società civile (forse perché chi fa politica è incivile, beh non posso dargli tutti i torti visto il risultato del tutti contro tutti).
Bene, tutto bene, ma è sempreun discorso fatto  per l’interno. Nulla per il fuori, nulla per l’Italia, nessuna risposta concreta e fattiva. Forse a via Poli qualcuno non si è ancora accorto che di fuori la gente soffre la fame, e non parlo in maniera eufemistica. Forse qualcuno, coi suoi privilegi di casta, non si avvede che la gente si suicida, che non arriva più nemmeno alla seconda settimana del mese, che si è strangolati dalle tasse, da Equitalia, dalle banche, dalla disoccupazione. Forse qualcuno non si arrende all’evidenza dei fatti che è inadeguato al posto che ricopre, che non è più tempo di miracoli e miracolati. Che è arrivato il tempo di agire, in fretta e concretamente. E invece si continua a ciurlare nel manico. E allora mi chiedo e chiedo sia all’amico Gianfranco che al leader dell’Udc Casini che cosa aspettano e cosa vogliono fare. Il Pd e il Pdl si preparano alle elezioni del 2013 (ammesso che ci si arrivi visto che anche Monti ormai è stato abbandonato dai poteri forti, non certo quelli italiani con i quali aveva ingaggiato una guerra totale fin dai primi giorni del suo incarico, bensì da quelli di oltre Manica e oltre Oceano il che la dice lunga sulla situazione italiana) e lanciano le primarie di partito e di coalizione e noi che facciamo? Continuiamo a farci del male e a litigare internamente? Continuiamo a disquisire sulla parola destra? Fatecelo sapere perché, come diceva Totò “ogni pazienza ha un limite” e come diceva un’altra persona da un balcone “abbiamo pazientato 40 anni, ora basta” e nel mio caso non sono 40 anni ma 32 sì….ora basta sul serio. A me hanno insegnato, ed ho insegnato in questo trentennio di militanza politica, anche dura, molto dura, che per stare a “destra” si doveva avere gli “attributi”. Beh io l’ho dimostrato e lo continuo a dimostrare, ora però voglio che li mostrino anche gli altri, almeno una volta nella vita e facciano vedere a tutti, ma non solo all’interno di Fli, di che pasta sono fatti.



I NOSTRI BLOGGER

Foad Aodi - Eugenio Balsamo - Stefania Barzini - Stefano Basilico - Alessandro Bortolotti - Luca Borghini - Nuccio Bovalino - Maurizio Boscarol - Paola Bottero - Marco Brando - Federico Brusadelli - Emanuele Capoano - Massimiliano Caramazza - Massimo Carletti - Giorgio Cavagnaro - Giovanni Choukhadarian - Alessandro Carbone - Alessandro Carmignani - Fabio Chiusi - Federica Colonna - Fiorello Cortiana - Giovanni Coletta - Giuliano Compagno - Giuseppe Cecere - Ugo Maria Chirico - Giuseppe Ciraolo - Barbara Ciabò - Umberto Croppi - Giovanni Decaro - Fortunata Dell'Orzo - Francesco De Palo - Alfredo De Vuono - Leonardo D'Imporzano - Valeria Ercoli - Adriano Falanga- Caterina Filesi - Paolo Fini - Costanza Firrao - Christian Francia - Salvatore Francone - Marcello Frigeri - Tonia Garofano - Andrea Giorgio - Violetto Gorrasi - Fabio Granata - Andrea Grasso - Marco Iacona - Fabio Invernici - Vito Kahlun - Luciano Lanna - Fabio Lazzari - Loris Lazzaro - Manlio Lilli - Francesco Linguiti - Riccardo Lo Monaco - Cristian Lucci - Matteo Maltinti - Giuseppe Mancini - Gaetano Marolla - Maurizio Miceli - Marco Mitrugno - Mirko Montuori - Angela Napoli - Giovanna Nuvoletti - Francesco Onorato - Carmelo Palma - Francesca Papasergi - Lina Pasca - Andrea Pedrana - Luca Antonio Pepe - Flavia Perina - Emanuela Perinetti Casoni - Stefano Poma - Giorgio Puppi - Daniele Priori - Miro Renzaglia - Alessandro Rimassa - Dario Risuglia - Francesco Rosati - Giorgio Rosponi - Filippo Rossi - Roberto Sassi - Emiliano Sbaraglia - Gabriele Scarfone - Stefano Schiavi - Marco Scialdone - Maria Beatrice Scibetta - Pier Paolo Segneri- Giacomo Semeraro - Piero Signani - Matteo Soraci - Riccardo Spotorno - Andrea Tafini - Annalisa Terranova - Alessandro Venzano - Andrea Verde - Lina Urbani - Sergio Talamo - Luigi Tozzi