Renzi, gli Ulivisti, Saviano, Vendola, Di Pietro, l’eterno Casini e le primarie.
Un periodo davvero confuso e pericoloso quello che sta attraversando il segretario del PD Pierluigi Bersani. L’occasione di andare al Governo puntando solo sull’usato sicuro era davvero ghiotta e, forse, fin troppo facile e così i Democratici hanno deciso di complicarsi la vita. Come se non bastassero il discusso appoggio al governo Monti e una tornata amministrativa non esaltante, ci si sono messi sia fattori interni che esterni a mettere i bastoni tra le ruote a Bersani. Parecchi componenti del suo partito, infatti, continuano ad avanzare la richiesta di primarie, quando invece l’attuale segretario vorrebbe evitarle, in modo da essere il candidato premier, carica alla quale si sente pronto. Ma Renzi, gli Ulivisti e i giovani di Civati&Serracchiani non ci sentono e, chi più chi meno, non si arrendono. Il Sindaco di Firenze, probabilmente lo sfidante più pericoloso grazie anche al suo gradimento tra gli elettori di centrodestra, non ammette chiaramente la sua candidatura,tutti lo sanno, però,che non ci penserebbe troppo in caso ce ne fosse la possibilità, ma si limita a rilasciare interviste e non chiede ufficialmente le primarie. Dato che non ci pensa lui, lo fanno gli Ulivisti di Parisi con un atto formale in Direzione Nazionale, giusto per mettere un po’ di pepe ad un PD che si regge grazie alla finta pace tra D’Alema e Veltroni, sempre pronto a tornare all’attacco.
Le questioni interne, però, non sono le uniche a far preoccupare Bersani. Vendola e Di Pietro, infatti, hanno chiesto una definitiva presa di posizione del PD per quanto riguarda le elezioni 2013: stati generali del centrosinistra una foto di Vasto allargata ad associazioni, liste civiche e società civile, ecco la loro richiesta.
Bersani temporeggia, perché pur sapendo che un’alleanza con Casini, che Fioroni e gli ex popolari chiedono con insistenza, appare sempre più difficile, non si può sbilanciare fino a quando non sarà decisa la legge elettorale. Votare col porcellum obbligherebbe i democratici ad un’alleanza con la sinistra, mentre un’elezione a doppio turno permetterebbe al PD anche di correre da solo e, inoltre, per bilanciare la pressione dei sempre più amici Vendola e Di Pietro, Bersani starebbe pensando anche ad un nuovo compagno d’avventura: Roberto Saviano, che si candiderebbe con una sua lista civica. Tutto questo senza sapere se e dove si collocherà la lista di Montezemolo.
Insomma, gran confusione nel partito che, apparentemente, dovrebbe essere il più tranquillo e dovrebbe semplicemente stare compatto per superare questa fase difficile in vista delle elezioni. Ma si sa, il PD di pace e serenità non vuol proprio sentirne parlare. Bersani, ora che fai?
Bersani non può pettinare le bambole
- Giovedì 31 Maggio 2012 15:37


