‘’Prendere il treno alle 7.30 del mattino è diventata una cosa impossibile’’, a dirlo è un pendolare della tratta ferroviaria Roma-Viterbo che tira un sospiro di sollievo nel giungere a destinazione, fermata piazzale Flaminio alle porte di piazza del Popolo. Questa tratta ferroviaria costituisce un’infrastruttura efficace e fondamentale per chi, per esigenze lavorative, ha la necessità di spostarsi in poco tempo da una parte all’altra della città. Spesso però i passeggeri si trovano a viaggiare in condizioni a dir poco avverse perché le carrozze sono sempre intasate per via del basso numero di corse e così, specialmente la mattina, a centinaia sono stipati in tre carrozze logorati dall’insofferenza e dal nervosismo. I pendolari lamentano varie deficienze, una su tutte l’incapacità gestionale: ‘’Ci sentiamo molto male. Non ti avvisano mai la mattina quando sopprimono le corse; ora, per esempio, è saltata quella delle 18,05 e sono dovuta andare in biglietteria a farmi dire questo. Ho chiesto loro: ‘’Come mai non avvisate mettendo un foglio in bacheca? ‘’ e mi è stato risposto: ‘’ Perché non c’è spazio’’. Proprio un’altra carenza particolarmente odiata è la soppressione quasi quotidiana delle corse che oscillano tra le quattro e le cinque. Un dipendente Atac, l’azienda che gestisce la linea che è di proprietà della Regione Lazio, spiega: ‘’Questo succede perché c’è una mancanza di personale, molti macchinisti e autisti che per tanti anni hanno fatto questo mestiere se ne sono andati in pensione e non c’è stato ricambio.’’ Proprio un altro dipendente sottolinea l’ineluttabilità della circostanza asserendo: ‘’ Hanno bloccato le assunzioni fino al 2015’’, quindi per altri tre anni la situazione rimarrà così come è.’’ Tuttavia sono i dipendenti stessi a denunciare situazioni di lavoro uniche:’’ Noi ci siamo rotti i coglioni. Lavoriamo senza sicurezza e con materiali fatiscenti’’. Ma non erano entrati in funzione treni nuovi ?: ‘’ Quelli nuovi sono sette o otto, dei quali due sono fermi, mentre quelli vecchi sono venti dei quali due fermi ed uno in riparazione.’’ Ma quante persone usufruiscono del servizio? ‘’ Migliaia. Specialmente nell’ultimo anno sono aumentati perché la vita costa di più e la benzina pure ’’. Come se non bastasse le condizioni igienico sanitarie sono assai precarie, offrendo la sponda per creare un altro motivo di rabbia: ‘’ Roma-Prima Porta essendo una tratta breve non prevede la pulizia. Puliscono solo i treni provenienti da Viterbo’’, dice una pendolare. C’è però chi guarda il bicchiere mezzo pieno evitando un’ ‘’inutile polemica’’ e dice: ‘’ Mi trovo molto bene a viaggiare su questa linea, certo ogni tanto capitano imprevisti come capitano dappertutto; prendo questi treni da vent’anni, ci vado a lavorare e mi sta bene’’. Già, anche se nel 2009 il governatore del Lazio Renata Polverini intendeva fare di questo collegamento ferroviario una nuova metro in vista della costruzione dell’aeroporto civile di Viterbo. Poi però dell’aeroporto non si è più saputo nulla ed anzi una parte dell’itinerario che collega Viterbo con Roma ( Civita Castellana – Viterbo) rischia di essere cancellato. Sicuramente una prospettiva che ha tradito le sue origini e che potrà scaricarsi interamente sui cittadini. Le organizzazione sindacali, CGIL-CISL-UIL , hanno redatto un documento unitario il 18 aprile scorso nel quale si evidenzia una ‘’la tratta Civita Castellana- Viterbo è in netta difficoltà rispetto alla Civita Castellana – Viterbo, per effetto di un progressivo degrado del sistema infrastrutturale con al conseguente carenza di utenza in alcune fasce orarie’’. Quindi mentre la tratta Montebello – Flaminio è efficiente la parte che va da Civita Castellana a Viterbo è abbandonata a se stessa. Tuttavia il documento sottolinea che ‘’ il trasporto ferroviario è a basso impatto ambientale’’ e ‘’ permette una penetrazione dei centri abitati ad una velocità commerciale sicuramente più competitiva unendo quei standard di efficienza ed efficacia tanto ricercati dalle istituzioni’’


