La regione Lombardia sta stabilendo ogni genere di record e probabilmente vuole battere se stessa. Vanta il triste primato di 10 consiglieri regionali indagati su 80, una media chi si attesta al 12,5% una cifra, davvero, sconsiderata. Il governatore Formigoni non vuole sentir parlare di dimissioni nonostante l’immagine sia ormai pesantemente macchiata e compromessa dagli avvisi di garanzia che fioccano come funghi e pesano come tante spade di Damocle e molti sono accomunati dalla stessa matrice di reato: la corruzione. Infatti la metà di essi dovrà rispondere davanti ai giudici delle presunte tangenti che vengono loro contestate. Il primo si chiama Gianluca Rinaldin, consigliere in quota Pdl, sotto inchiesta, appunto, per tangenti, seguito dall’ormai arcinoto Filippo Penati che era la punta dell’iceberg del ‘’sistema Sesto san Giovanni’’, del quale tanto si è scritto e parlato, che vede nella figura di Penati colui che, in qualità di sindaco di Sesto, avrebbe ricevuto tangenti in cambio di concessioni edilizie affidate agli imprenditori interessati. Da quel giorno Penati ha lasciato il Pd, partito nel quale militava, ed è confluito nel gruppo misto e si è autosospeso da vice presidente della regione Lombardia ma non si è dimesso, pertanto impavidamente continua a ricevere lo stipendio da consigliere; tra l’altro lui è stato anche capo della segreteria di Bersani, ruolo non indifferente proprio perché Bersani è del Pd il segretario. Troviamo poi l’ex vice presidente del consiglio regionale Nicoli Cristiani che è stato arrestato il 30 novembre per corruzione e rilasciato il 24 febbraio. C’è anche Angelo Giammario consigliere Pdl indagato per corruzione e finanziamento illecito ai partiti. Arriviamo quindi a Davide Boni presidente leghista del consiglio regionale indagato per corruzione e finanziamento illecito. A questo punto rimangono gli altri cinque indagati in salsa mista Pdl-Lega più o meno conosciuti come Monica Rizzi assessore leghista allo sport indagata per trattamento illecito di dati protetti o come dimenticare l’ormai celeberrima Nicole Minetti, consigliere Pdl indagata per induzione e favoreggiamento della prostituzione nel cosiddetto processo Ruby. C’è poi chi è sotto inchiesta per associazione a delinquere, come l’assessore all’urbanistica e al territorio il leghista Daniele Bellotti ed infine chi salta agli onori delle cronache facendo parlare di sé, per una volta, di più di qualche illustre famigliare: è il caso di Romano La Russa, assessore alla sicurezza, indagato, pochissimi giorni fa, per finanziamento illecito ai partiti. E c’è infine chi ha fatto male i conti di proposito finendo nell’occhio dei pm per bancarotta: si tratta di Massimo Ponzoni, consigliere del Pdl. Avanti il prossimo.


